Regione Lombardia come modello da seguire in materia di riciclo dei rifiuti

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Miglioramenti tecnologici, sensibilizzazione dell’opinione pubblica, legislatura più restrittiva in materia di rifiuti e più elastica verso chi decide di investire in questo settore, sono solo alcuni degli ingredienti della ricetta di Riccardo Pase, presidente della Commissione Ambiente di Regione Lombardia.

Particolare attenzione è da prestare a tutto ciò che è connesso al principio dell’economia circolare. E’ fondamentale permettere la chiusura dei cicli delle materie e dei rifiuti attraverso un sistema che ne permetta il recupero, il riutilizzo o la trasformazione in energia. Il primo aspetto che deve essere tenuto in conto è la riduzione nella produzione di rifiuti che vengono conferiti alle discariche. In Lombardia abbiamo un totale che si attesta intorno al 2% mentre la media nazionale supera il 50. Questo è legato alla scelta che abbiamo fatto di investire su tecnologie all’avanguardia».  In materia di riduzione dei rifiuti è stata recentemente approvata una risoluzione che prevede la riduzione degli imballaggi di plastica, in particolari settori produttivi. La strada da seguire passa da un sistema di premialità per le aziende che utilizzano materiali a basso impatto. Dal punto di vista dei rifiuti domestici molto si sta facendo con l’introduzione di sistemi come l’Ecuosacco che permettono di avvicinare il principio della tariffa puntuale e, di conseguenza, aumentare la differenziata all’interno delle case. Basti pensare che nella Provincia di Mantova la differenziata sfiora il 90%, mentre in Italia ci sono realtà che sono sotto al 20%. Nell’ultimo periodo, l’attenzione è concentrata sul realizzare nuovi impianti che trasformano rifiuti in opportunità. Un percorso che deve essere fatto con intelligenza, a basso impatto e con particolare cura per il nostro territorio. Pensiamo alla Frazione organica rifiuti solidi urbani (Forsu, ossia l’umido, ndr): nel futuro imminente quasi tutta sarà trattata con procedimenti per estrarre il biometano, che è destinato a diventare una fonte di energia primaria. Una materia che spesso ha suscitato polemiche, ma esistono impianti, per esempio per la produzione di biogas da allevamenti, che non solo sono in grado di ridurre l’immissione in atmosfera di Co2, ma producono anche fertilizzanti naturali di alta qualità che immettono nel terreno anidride carbonica fondamentale per i raccolti . Sul comparto plastica in Lombardia, ci sono impianti che nel campo del recupero sono delle vere e proprie eccellenze. Uno stabilimento “normale recupera circa il 40% del rifiuto trattato, allo stato attuale siamo in grado di arrivare sino all’80%. Abbinando a queste tecnologie un uso più accorto potremo combattere in maniera concreta il problema delle plastiche. Personalmente non mi trovo d’accordo con le filosofie “plastic free”, anche perché ci sono settori dove gli oggetti monouso sono fondamentali. Pensiamo per esempio agli ospedali. Ritengo che l’aspetto fondamentale da tenere ben chiaro in mente è quello culturale. Smaltire i rifiuti in maniera corretta fa la differenza. L’esempio sono le bottiglie di plastica che possono essere rigenerate completamente. Nel giro di pochi anni si diffonderanno in maniera capillare punti di raccolta legati a consorzi che opereranno in questo settore come avviene per la carta o per il ferro, riutilizzabili infinite volte. Purtroppo il modello Lombardia è penalizzato dalla gestione nazionale dei rifiuti in quanto, se è vero che portare il rifiuto urbano in Lombardia richiede una “ecotassa” di 20 euro a tonnellata è anche vero che in altre Regioni spesso accade che i rifiuti urbani subiscano un semplice trattamento che li trasforma in rifiuti speciali in modo da bypassare le normative sullo smaltimento. Ossia vengono trasportati nei nostri impianti e non devono più pagare le ecotasse. Questi rifiuti, che pur essendo speciali vanno trattati come urbani, saturano i nostri impianti e fanno aumentare in maniera esponenziale i costi anche per i Comuni lombardi virtuosi sulla differenziata. Per legge è previsto che i costi dello smaltimento ricadano al 100% sulle tasche dei cittadini attraverso le tasse, con la conseguenza che i lombardi si trovano a pagare di più per colpa di altri.

F.R.

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