3 rom assaltano la caserma dei Carabinieri di Sesto per liberare un loro parente

È accaduto questa notte, quello che a nostro avviso ha dell’incredibile.

Erano circa le 4:00, quando un furgone Iveco bianco, ha cercato di sfondare la recinzione della caserma dei Carabinieri di Sesto San Giovanni, ma fortunatamente non sono riusciti a penetrare all’interno del perimetro militare. Grazie alla prontezza del Carabiniere di guardia nel dare l’allarme, le 3 donne a bordo sono state circondate e bloccate, senza sparare un colpo.

Si tratta di 3 donne rom di origine bosniaca, le quali avevano intenzione di fare un blitz e liberare un loro parente arrestato e interessato da decreto di espulsione, in quanto clandestino.

I carabinieri, avevano contatto le 3 donne alle quali aveva chiesto di portare in caserma il vestiario dell’arrestato. Una volta presentatesi, hanno deciso di rimanere parcheggiate davanti alla caserma col motore acceso, quando ad un tratto il furgone ha accelerato puntando dritto alla recinzione perimetrale.

La donna alla guida è stata fermata con l’accusa di danneggiamento di strutture militari.

Fa riflettere quanto siano inefficaci le nostre leggi verso individui pronti a tutto pur di ottenere ciò che si vuole.

“A Sesto San Giovanni i delinquenti hanno vita breve. L’ultimo esempio è quello di stanotte, quando i Carabinieri di Sesto hanno arrestato un nomade bosniaco, pregiudicato e irregolare sul territorio italiano e già gravato da un decreto di espulsione emesso a Torino. Dopo aver girovagato per tutta la Lombardia facendola franca, appena ha tentato di sistemarsi a Sesto è stato subito fermato e ammanettato. Ringrazio i Carabinieri per aver arrestato anche la madre del clandestino, che ha pensato bene di sfondare la cancellata della Caserma a bordo di un furgone come ritorsione all’arresto del figlio. Questa è l’ennesima dimostrazione di come funziona il modello Sesto sulla sicurezza: per delinquenti, spacciatori, ladri e gentaglia varia nella nostra città non c’è spazio. Ringrazio i Carabinieri per l’ottimo lavoro svolto e il sangue freddo dimostrato in una situazione di pericolo. Ora mi auguro che il governo acceleri le pratiche di espulsione definitiva del bosniaco e della madre dal nostro territorio”. Così in una nota Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni e Presidente Dipartimento Sicurezza Anci Lombardia.

Francesco Russo

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